STORIA DI ASIPSE

La Scuola Quadriennale di Specializzazione in Psicoterapia Comportamentale e Cognitiva di Milano gestita da ASIPSE (Associazione per lo Studio e l'Insegnamento Psico Socio Educativo), deriva dagli indirizzi scientifico-culturali comportamentali e cognitivi.
Fin dall'inizio della sua attività nel 1980, ASIPSE si è posta sia obiettivi di natura culturale organizzando conferenze, seminari e convegni sia finalità didattico-formative: corsi di specializzazione post lauream in psicoterapia, rivolti a laureati in psicologia e in medicina e chirurgia.
Ha costantemente incoraggiato e coordinato l'attività terapeutica e scientifica dei suoi membri, le attività di tirocinio clinico-terapeutico dei suoi allievi, sviluppando anche un'intensa collaborazione didattica con Istituti di Psicologia, di Psichiatria e Università.
L'indirizzo scientifico-culturale che ha dato primo impulso alle attività è stato quello Comportamentista e della Behaviour Therapy, rifacendosi alla radici del condizionamento classico e operante, via via declinati nelle loro espressioni più moderne.
Particolarmente importante in questo senso è stato l'incontro del Prof. G.F. Goldwurm con Horsley Gantt, allievo di Pavlov e direttore del Pavlovian Laboratory di Baltimora, nonché presidente del Collegium Internazionale Activitatis Nervosae Superioris (CIANS).
Fu negli anni '60 che accanto agli studi psicofisiologici sui riflessi condizionati e l'attività nervosa superiore degli schizofrenici, iniziò i primi trattamenti clinici su soggetti nevrotici utilizzando i metodi della Behavior Therapy, guidato dall'insegnamento di Joseph Wolpe, iniziatore delle terapie comportamentali. In particolare dopo il congresso mondiale di Behavior Therapy a Washington nel 1983, ASIPSE invita Wolpe in Italia per tenere una serie di seminari e dimostrazioni terapeutiche.
Del 1977 è la nascita di AIAMC (Associazione Italiana di Analisi e Modificazione del Comportamento e di Terapia Comportamentale e Cognitiva) cui l'ASIPSE è tutt'ora affiliata.
In questo contesto è già presente il dibattito sull'importanza della cognitività nella regolazione del comportamento e quindi il suo contributo per lo sviluppo della psicoterapia. Vengono approfondite le nozioni della RET di Ellis, dell'Apprendimento Sociale di Bandura, le teorie di Beck, Meichenbaum, Mahoney, Guidano, Liotti ecc.
L'evoluzione della nostra scuola evolve quindi nel senso cognitivo comportamentale. Viene valorizzato l'apprendimento osservativo, il modellamento e dato impulso all'applicazione delle tecniche assertive.
In particolare la Dott.ssa Anna Meneghelli sviluppa il settore del training assertivo, delle abilità sociali, verbali, non verbali e cognitive. Ricordiamo viene da ASIPSE organizzato nel 1984 a Reggio Emilia un convegno sull'apprendimento delle abilità sociali negli schizofrenici cui partecipano con relazioni magistrali studiosi americani come Bellack e Curran.
Per quanto riguarda la riabilitazione e la prevenzione delle ricadute negli schizofrenici, viene preso poi contatto con la scuola inglese di Vaughn, Leff e Falloon ed in particolare con quella di R.P. Liberman a Los Angeles. Liberman viene invitato in Italia a tenere alcuni seminari e al Congresso AIAMC di Milano organizzato da ASIPSE nel 1986.
Il Dott. Spiridione Masaraki si è poi dedicato particolarmente alle tecniche di autocontrollo, di auto rinforzo, di ristrutturazione cognitiva.
Citiamo in aggiunta un filone terapeutico e scientifico di grande respiro: quello rappresentato dalla Medicina Comportamentale. Nell'Ospedale di Niguarda Ca' Granda ha funzionato un Centro di Medicina Comportamentale con la supervisione prima del Prof. Francesco Rovetto, poi del Prof. Ezio Sanavio e in seguito della Dott.ssa Anna Meneghelli, in cui si è lavorato sugli interventi CBT con soggetti cardiopatici, obesi, enuretici, sieropositivi o con AIDS, pazienti con dolore cronico, ansia, fobie, attacchi di panico. La Medicina Comportamentale è un campo interdisciplinare in cui si integrano le scienze comportamentali e quelle biomediche ed è diventata una delle materie di insegnamento nella nostra Scuola.
In anni più recenti, è stato fornito inoltre un impulso rilevante per la nascita della Società Italiana di Psicologia Positiva, la quale vede la salute non solo come assenza di malessere ma come presenza di benessere psicofisico, in linea con i dettami dell'Organizzazione Mondiale della Sanità.
Lo sguardo alla solidità dei principi teorici su cui la psicoterapia cognitivo comportamentale si fonda, l'apertura a nuove declinazioni applicative, l'attenzione ai metodi psicoterapeutici basati sull'evidenza della loro efficacia hanno caratterizzato e caratterizzano tutt'ora la Scuola ASIPSE.
Durante la sua storia Scuola Asipse ha formato oltre 800 allievi, divenuti psicoterapeuti. Frequentando il quadriennio di formazione hanno avuto lo stimolo per condividere un ambiente culturale e scientifico, interagendo in un dialogo che ha visto Scuola ASIPSE anche come rete, luogo in cui molti hanno colto l'occasione per sviluppare l'attività clinica, molti per produrre lavori scientifici e portare il nostro approccio sia negli studi professionali sia negli servizi pubblici e provati, rappresentando l'efficacia che caratterizza il nostro metodo. Competenza e networking sono inoltre manifestati dal percorso che ha portato alcuni ex allievi ad essere odierni stimati docenti.
Nel 2020 la Scuola taglia con orgoglio il traguardo dei 40 anni e si rivolge al futuro con inalterato spirito, cui si aggiungono le energie apportate dall'avvento di tre ex allievi oggi stimati docenti e professionisti, che con piacere e dedizione colgono la missione di proseguirne il cammino: Federico Colombo, Andrea Crocetti, Tatiana Torti, rimanendo affiancati dall'esperienza di Anna Meneghelli e Spiridione Masaraki. 
In conclusione, come si può notare dalla storia del gruppo che gravita attorno ad ASIPSE, molteplici filoni culturali del comportamentismo e del cognitivismo hanno contribuito alla sua evoluzione scientifica e culturale, facendone anche degli specifici referenti nazionali e internazionali.
Questo si è riflesso pure nell'ambito del corso quadriennale di specializzazione che tende a snodarsi in un ventaglio di proposizioni teoriche e di modelli terapeutici, passando dai più tradizionali ai più innovativi - oggi definiti di prima, seconda e terza generazione CBT - nella ricerca costante di modelli sempre più esaustivi,  soddisfacenti e supportati dalle evidenze empiriche.